venerdì 14 settembre 2012

Neo Yttologie 142

Autunno!
…..  giù le castagne.
La protezione e il mio viso si rinnovano,
 assomigliano al manto autunnale, al guscio del figlio d'autunno,
 e quel colore gli appartiene.

Zap Zap … speriamo ricrescano!

Adesso sono cosi!
Abbiamo giocato con la forbice ed ho perso ... come sono Swag!! :) Speriamo di riuscire a ricrescerli: la mie speranze per il momento sono chiuse dentro una bottiglia ma non galleggiano su alcun oceano o mare. Hope o speranza per adesso è già tanto. Spero.


Winter

BY INGER CHRISTENSEN
Winter is out for a lot this year
the beach already is stiff
all will be one will be one this year
wings and ice will be one in the world
all will be changed in the world:
the boat will hear its steps on the ice
the war will hear its war on the ice
the woman will hear her hour on the ice
the hour of birth in the ice of death
winter is out for a lot.
Out for the houses the cities
out for the forests the clouds
the mountains the valleys fear
the heart the children peace.

Winter is out for a lot this year
the hand already is stiff
the crying of children is heard in the house
one will we be one life
I hear my house slip with the world
and scream all that has been screamed
the heart rams its boat into ice
shells rustling in the hull
winter is out for as much.

If I freeze fast in the ice
if you freeze fast my child
my great forest next summer
my great fear as I come
if you freeze fast my life:
then I am a vulture of wings and ice
tearing my liver, my living life
awake in eternity.

This winter is in for a lot.
Source: Poetry (May 2009).

Contorno 139


Un quotidiano qualsiasi è fatto di azioni e,per quotidiano, non s’intende indicare un giornale ad uscita quotidiana ma solo il vivere quotidiano, una sequenza numerata di azioni, finalizzate e non, che compongono i giorni della nostra vita. Che formano, di fatto, la vita.
Ecco, pensavo al quotidiano, uno dei tanti e di tante persone diverse, alla sequenza di piccole e grandi azioni che compongono il vivere naturale d’una persona nel mio tempo, nel mio secolo, nello scorrere parallelo al mio.
Quante scelte regolari vengono fatte ed eseguite con naturalità? Spesso, tutte quelle azioni, sembrano scontate, semplici, naturali, doverose e soprattutto scontate: non lo sono.
Quest’estate ho conosciuto la mia fragilità; psicologica e fisica e non so bene quanto più una rispetto all’altra. Limitata e impaurita dalla mia stessa fragilità, dalla tachicardia improvvisa, dall'ansia, dalla fobia spesso incontrollabile, e di tutto ciò che ti fa sentire pronta a morire in ogni istante.C’è anche l’imbarazzo nel sentirsi in tal modo perché, siamo tutti talmente destrutturati dal vedere le fragilità altrui da percepirle o come una esagerazione o come qualcosa che non ci riguarda.
Stare bene è un dovere che non si discute, e non si scenda mai a patti con una realtà diversa da quella non condivisa socialmente.
Chi l’ha provato non la pensa più così: mi guardo attorno e vedo tutti con occhi diversi e mi chiedo come possono fare le cose normali che fanno se, in ogni momento, puoi star male, svenire, andare in crisi. E’ davvero orribile e, quando durante il giorno metto insieme una azione accanto all’altra e riesco a fare molte cose, più di quelle che credevo di fare prima d’iniziare la giornata, mi sembra davvero un miracolo. 
L’ansia e gli attacchi sono sempre dietro l’angolo e le mie sicurezze spesso vacillano ma poi mi dico di tentare e quando riesco a fare anche un iter intero – un nulla rispetto a quello che facevo prima – mi sento speciale.
Sono riuscita a non far vacillare anche questo giorno e, quest'ultimo mi ha sostenuta: come sono cambiati i miei ritmi e le mie convinzioni, era una implosione che dovevo avere e dalle macerie trovarne ricordi. Quest’estate, mi sono affidata ai miei familiari, anche per camminare, ed era una squadra di efficiente pronto soccorso con tanto di te zuccherato e argomenti compensativi per far sviare la crisi, quando mi sono trovata a badare a me stessa ho avuto del terrore e  una netta percezione di non riuscire, poi ho iniziato un passo dopo l’altro e il mio pronto soccorso lo porto in borsa, talvolta ho momenti terribili, altre volte vedo e spero di poter riuscire, poi riesco e mi sento di nuovo efficiente. Non mi ero mai sentita limitata nel mio corpo e tutti gli ostacoli materiali li ho superati con mille difficoltà e molta buona volontà, adesso il mio corpo mi prepara a una fase nuova, adesso che mi curo di più, adesso che mi guardo e so guardarmi: forse sono arrivata tardi alla fanciullezza o prima della menopausa, so soltanto che le mie dinamiche sono cambiate e mi chiedo solo se riuscirò ogni giorno a conviverci. Adesso ho fatto un altro passo.

giovedì 13 settembre 2012

Contorno 138


Forse, ci siamo sbagliati!
Non è certo da un Super tecnico, multi quotato, che ci aspettiamo un cambio di rotta, una ammissione -  anche parziale - d’errore, sarebbe come chiedere a Superman se riconosce davvero chi sia il cattivo dal buono e, dall’alto della sua Supertuta e del suo Superciuffo, chiaramente risponderebbe che definisce il tutto con i “connotati ideali attribuibili alla categoria”; cattivo? Ghigno, occhi piccoli e rapidi, fiato corto … e via dicendo.
Monti, e i suoi più stretti collaboratori – la Fornero in primis – hanno tagliato, cucito, limato, strappato – l’art. 18 – seguendo i “connotati ideali stabili per la categoria” e, in particolare, per la categoria lavoratori europei. Bastava affacciarsi alla finestra e ascoltare tutte le manifestazioni che sono state fatte in questi anni, vedere la gente in faccia e ascoltare la realtà ma, tutto questo non è stato fatto.
Il “Forse ci siamo sbagliati” è l’ammissione del non ascolto per definizione. Monti, in questo articolo, si chiede se pochi mesi di Governo abbiano potuto intaccare la sua credibilità ed io credo che il suo mito sia stato ben conservato ma,  poteva assurgere al  ruolo migliore del “sanificatore”, al ruolo d’essere umano. Non hanno idea sul da farsi e forse neanche ne vogliono ma adesso si sono fermati: da una parte si chiede dall’Europa “unita” una rinascita dalle ceneri, dall’altra si svegliano con “Houston, abbiamo un problema!”: mi piace dirlo … l’avevamo detto e non con la convinzione di chi non sbaglia mai ma, con la decisione di chi ha urlato di voler fornire il proprio apporto allo Stato e si è visto richiedere in cambio solo soldi, cessione dei diritti, rinuncia di parte della sovranità.
Rivedete l’articolo diciotto … ripartite da questo punto, il resto si cuce insieme da sé.

mercoledì 12 settembre 2012

Contorno 137


Ecco, quando leggo queste notizie sono sempre più certa che Hitler ha sbagliato popolo da sterminare … avesse fatto il “giusto” oggi vivremmo tutti meglio, vivrebbe in pace molta più gente e chi sopravviveva avrebbe avuto la coda fra le gambe. Magari Hitler sarebbe anche stato un eroe.
Sono troppo acida e, qui e in questa situazione, oltremodo razzista ma, non ne posso davvero più di queste manifestazioni tribali: abbiamo fatto saltare qualcosa quando è uscito Jesus Christ Superstar? … se erano loro anticipavano l’11 Settembre agli anni settanta e booommm tutto.
Non posso più vedere donne che sembrano  fagotti di roba vecchia e loro “liberi e belli” … riesumiamo Hitler e miriamo al giusto popolo.
Mi odio da sola per quel che dico ma, ripeto, non ne posso più di questa gente: dovunque vanno “sporcano”  con le loro regole il vivere civile!

martedì 11 settembre 2012

Contorno 136


L’11 Settembre: una ricorrenza, Ballarò e Mattone e poi si riparte verso la stagione autunnale; ma qui soffiano ancora i ventilatori e i soliti tempi della politica: qualcuno sa dirmi il perché?
Anche le solite facce! C’è Mattone che parla adesso in TV: il raccomandatone che insulta i giovani disoccupati ... i miei capelli decisamente non ragionano più, la mia attività fisica è diventa la ciliegina che da significato al momento. Momenti.
Dimenticavo: ungo come la bava di lumaca perché mi sono spalmata d’oli, manco un morto d’antica cultura ebraica. Ricevo una letterina d’affetto da una cugina che abita lontano e, tutto il mondo vicino mi gira le spalle. Periodi!
Nè più, nè meno che semplici periodi che si concatenano, uno accanto all’altro,  ma senza motivazione. Senza un perché, ma che vivo con assoluta tranquillità, vedendone quasi il lato positivo. Il bambino che seguo da due anni, ha perso metà della cattedra totale ed io dovrò dividermi su due classi perdendo tutto il lavoro fatto in una classe, nella sua, con la sua patologia.
E poi c’è September morning … questo 11 Settembre è davvero destinato ad essere di merda e non solo per l’affare americano. Ma no, assolutamente no, mi va bene così; quando corro sulla pista del Cus, mi sembra di volare e d’atterrare: io atterro nella mia vita con decisione ma, devo imparare a spiccare il volo. Esercizio ragazza … ok, quasi ragazza … op op … correre!!

lunedì 10 settembre 2012

Contorno 135


… per quanto si possa dire, io preferisco i miei fagioli neri “arrabbiati” al film Innamorarsi.
Decisamente!
Ho ripreso ad andare in palestra e sono arcifelice; anche l’hammam, 12 sedute tutte mie e andare a correre con l’amicona in città o nel circuito cus.
Non faccio mancare nulla, compresa l’alimentazione equilibrata e alternativa,  ma conservo un pessimo colorito, delle rughe evidenti sotto gli occhi,  da far paura – e vai d’olio di jojoba ma quelle sono sempre li – e sembra che io abbia fatto un torto generale al mondo: mi sento dieci anni in più rispetto quanti  me ne danno … talvolta,  quindici in meno, ma di testa.
E poi questa roba melensa: Innamorarsi.
La voglia di studiare ancora non torna: vorrei, voglio e poi mi dissolvo in una bolla di sapone e chissà perché poi.
Le coabitanti lavorative già stamattina si scannavano, si “mobizzavano”, inauguravano l’anno nuovo con i migliori improperi a disposizione: Io stavo zitta e pulivo l’armadio.
Adesso l’armadio è cristallino come uno specchio ma quelle urlano ancora: io non ho ancora voglia di cominciare alla grande.
Mi sento un elefante stanco che prova a darsi la carica,  in qualche modo, ma al centro mi guardano come una  bomba che sta per esplodere!
… Va meglio, giuro … credo, non so, spero … andrà meglio, ne sono quasi certa!!
Sparita di nuovo la mia poesia: poesia che va e viene e quell’abitino bianco mi stava davvero bene: che c’entra adesso l’abitino? Non tiro il filo d’un vero discorso, forse dietro la mia immagine, la mia brutta cera, c’è la risposta che non voglio vedere … un po’ di solitudine, molta diffidenza e continuare a non capire il perché dove tocco non spunta un fiore come il dentifricio Colgate ma, al contrario, cascano i pezzi … più miei che degli altri; mi chiedo se esiste un posto ancora più nascosto di dove mi sono nascosta.
Rileggo pezzi di dialogo e penso che mi dovevo fermare prima … non ci sono riuscita e non sono riuscita ad andare in fondo. Ecco cosa mi fa pensare il film Innamorarsi: fermarsi in tempo o concretizzare se sei ormai dentro … per far questo devi essere forte e io non lo sono. Odio quel film!
Il mio colore di viso è quello del cielo scolorito che precede l’inverno e, nessuna rifrazione potrà colorarlo, nessuna luce … a scuola mi sento molto sola come in questa rete, dannata rete.
Gira un po’ così al momento, come le mie zampe di gallina sotto gli occhi: i riflettori sono solo per loro. Il plissettato sotto i miei occhi … il dorme, il mio me prova ad allenarsi a vivere.
Speriamo riesca!

sabato 8 settembre 2012

Contorno 134


Il tratteggio è per gli artisti ciò che è il descrivere per gli uomini.
Sentir parlare di se stessi, lontani ormai dalla propria presenza, è un'esperienza che corona l'orgoglio  ma, se siamo già defunti e parlano di Noi, non può che essere la descrizione di quel che tutti già conoscono ma declamato ad alta voce.
Ho sentito tratteggiare, per descriverla, la vita di una donna speciale ma, dalla voce di un suo compagno di scuola: questa donna è deceduta ieri sera, ad oltre ottant’anni,  e il suo compagno di scuola parlava di lei da  ex-liceale, così come s’erano conosciuti. Oltre la retorica nel suo discorso c’era un chiaro significato: Se qualcuno si ricorda di te, e della tua carriera di compagna di scuola, o sei speciale o sei riuscita a mantenere dei rapporti speciali.
Quando si è come me - una che vuole sempre dire le cose che pensa – allora,  capirai bene,  che al mio funerale nemmeno la badante si ricorderà di me: sempre che io possa arrivare all’età giusta per la badante.(http://www.youtube.com/watch?v=v3xwCkhmies&feature=related)
Questi momenti comunitari sono dei  bei dipinti ma di un mondo ormai morto, tenuto strenuamente in vita dagli ultimi che erano al terzo liceo ma nel 1948 e, nonostante tutto, sono ancora in grado di descrivere una donna speciale con un “Ella”; una civiltà di dinosauri dove ciò che si estingue è il meglio lasciando il peggio delle violenze  e delle brutalità in questo mondo: tutti i rapporti alterati di cui è piena la mia civiltà.
Bambini kamikaze, violenza gratuita e tanto terrore: personalmente penso che i miei compagni di scuola , al mio funerale, potranno solo esordire con un: “Grazia?... Grazia, chi?” o i miei parenti,  dopo i miracoli d’un cambiamento impossibile, riuscirebbero a ricordarsi di me solo per le cose bizzarre, buffe, ridicole che farebbero scompisciare LORO dal ridere, e non me …  la parentela: un carino dintorno!(http://www.youtube.com/watch?v=SL0BC2dviNY&feature=related)
Sono, per il momento, un attimino acidella e ho trasformato una fanzine in un diario personale, pieno di mie frustrazioni, e che ho chiuso al pubblico per dignità, decoro e per sfuggire dalle letture non gradite. Per il momento è quello di cui ho bisogno e, credo d’andare bene in questa direzione: per il dopo, se ci sarà, si deciderà.
E se normalità potesse voler dire sentirsi Lili Marleen?

o far finta d'essere Amy Winehouse?(http://www.youtube.com/watch?v=SL0BC2dviNY&feature=related)

Maschere in pizzo, travestirsi per vestirsi, indossare buffi cappellini e fermagli di piume; tutto questo non potrà mai dirlo nessuno dei miei compagni di classe, nè alcun parente, perché nessuno mi ha mai veramente voluto conoscere.
L’apparenza e gli stereotipi hanno sempre funzionato con me e qui tutti si aspettano che questo possa bastarmi: no, non basta!
Sono la dark queen di me stessa, una caricatura del mio animo e se lasciarmi andare da sola, davanti ad uno specchio è sentirmi un essere migliore: questo va fatto!
Mi sono adoperata con piume sui capelli e leggeri dondolamenti: ecco, esattamente come Lili Marleen http://www.youtube.com/watch?v=MZbUkatmoyc e testimonio questo di me stessa: non incomodo nemmeno i compagni nel raccontare ciò di me che non sanno: mi basto da sola.

... e poi, da qualche parte nel tempo, l'otto Settembre ha significato "armistizio" e pace, anche se di fatto non si è poi realizzato sul serio in quel giorno ma solo qualche tempo dopo.