sabato 7 aprile 2018

Neo - Yttologie 203

FRA VIRGOLETTE ME ...

Assegno ad un ricordo il valore di una presenza, l’individualità e la distanza dall'essere umano, la percezione del voler ricordare ciò si concepisce.
Vivere per ricordare è come non esserci o sperare d’esistere per essere ricordati.
GUARDAMI: dentro quel diario non mi trovi perché sono ancora viva, sono ancora qui, troppo vitale per trovarmi nelle tue pagine.
CORAGGIO pian piano ti accorgerai che ci sono stata dalle tue letture a ritroso, dalle tue pagine inverse, dal tuo inverso sentimento nei miei confronti.
SFOGLIA una pagina dopo l’altra, avanti e indietro e in un diario possiedi la persona, conosci le sue azioni talmente a fondo da poterle definire tue e riviverle pienamente tutte le volte che vuoi; 
SFOGLIA avanti e indietro con compleanni e festeggiamenti certi per combattere l’incerto che temi. POSSEDERMI in un libretto con quel poco di vita contenuta ma tutta tua, terribilmente e amabilmente tua sino a scolpire i ricordi da quei pochi fatti, elementari gesti, gingilli di pensiero che ti appartengono perché li hai cristallizzati.
Mi hai reso crisalide per impedirmi di volare.

lunedì 11 dicembre 2017

Neo - Yttologie 202


"Scusami se ti ho riconosciuto ..." Pierre, in un disegno, in un Gurdulù troppo furbo per essere il frescone che doveva essere o come almeno come lo aveva pensato Calvino.
Si, ti ho riconosciuto nelle trame sottili di una matita spuntata e sei riemerso fra ricordi, rincorsi e svegliati perché siamo abisso tale e quale alla borsa di una donna, sfondata di inutilità e sempre in subbuglio per dei sentimenti che vengono conservati in gran segreto: un pezzo di pane vecchio e simbolico, qualche fazzoletto usato e un groviglio di chiavi che non aprono mai nulla se non il proprio cuore in una notte d'inverno ... d'improvviso un visitatore, nelle trame che ho disegnato e che non serviranno alle mie prospettive.
Riguardandolo è proprio venuto male, bruttissimo e ho creduto di vedere quel che non esisteva ... meglio Beth Hart e notte a me!!Beth Hart - Fire On The Floor (Official Lyric Video)

giovedì 14 settembre 2017

Neo - Yttologie 201

Don't you, don't you .... canto, sbraito, leggo cinese, vorrei riavere quel fluido poetico che maledettamente mi ha lasciata da qualche anno. Parole che si scioglievano in pensieri sottili, radici personali che si ancoravano in qualsiasi terreno, anche il più difficile e duro o in una pietraia, anche li avrei trovato la mia poesia.
Dov'è finita? Adesso creo immagini da percorsi esistenziali, manipolazioni digitali che da stracci e ritagli riescono a far emergere un universo oscuro di uno scritto intrappolato in un non senso che non lo fa uscire.
Ogni giorno mi ripeto che troverò il capo del mio labirinto letterario ma il mistero si stringe ancor di più, non trovo tempo per scrivere anche se leggo: i personaggi del mio scritto so che esistono come porzioni di vita assorbite dentro un albero, informi ma delicatamente bisognose di vita.
My sweet Lord ...aiutami, un passo dopo l'altro, senza lasciarmi la mano!
Ascolto:Sarah Vaughan - I Fall In Love Too Easily 

domenica 16 aprile 2017

Neo - Yttologie 200

<<Che ne sai di un ragazzo che ti amava?>> <<E nuovi notti e nuovi giorni. Cara, non odiarmi se puoi!>>. Essere Mogol e vivere con il genio di Boncompagni: certo, non sarebbe stato male essere parte di una storia scorrevole di quotidiana ammirazione. Infondo scrivere e pubblicarsi può solo voler dire che si afferma un genio che s'intravede da soli e che speriamo possano cogliere gli altri. Poi perchè? Spesso si scrive ciò in cui si crede e il qualcuno che può leggere non è certo la trasposizione del genio che si desidera interpretare. Talvolta tutto quel che si pensa non può essere che la chiave di una notorietà indigesta; perché allora si persevera nell'esposizione? Manca l'esercizio alla scrittura e spero sempre che quel qualcuno che si possa ritrovare sia solo la mia perduta capacità di scrivere, creare, poeticamente esprimere una qualche dimensione di risuono da un brano, un autore, un sentimento fiorito da un niente e per caso. Ecco, giustappunto, dato che il geniale Boncompagni ci ha lasciato si potrebbe adottare la sua inventiva niente male; una eredità indivisa che se bagnasse con qualche goccia il mio talento perduto non sarebbe male. Per il momento omaggi e saluti ritmati: ha dato il molto alla classe sottosviluppata e l'ha resa suscettibile d'ascolto. Magari ritiro gli omaggi: sarà stato il padre di "Amici" o il fautore della De Filippi?Gianni ha dato di più ma il peggio, solo il peggio, ha attecchito. E' destino della nostra società e di tanto meno tutti noi saremo compartecipi, basta farsene un'idea e adottarla.S'allontana, l'idea s'allontana, meglio il mio anonimato, il mio sorridente sospetto di non valorizzare il peggio. O, si? Boh, aspetto che si sposa Pippa e poi vedremo!

martedì 6 dicembre 2016

Neo - Yttologie 199

Il dispiacere annega sui fatti e muore sulle bocche delle tante promesse non mantenute. Il dispiacere vive da esule nei cuori delle mancate azioni. Bisogna dispiacersi di un fatto e soffrire per non aver riconosciuto il diritto alla condivisione di esso. Mi dispiace di non aver trovato una veritiera condivisione.

lunedì 28 novembre 2016

FRUTTA 135 – Politica, saggistica e dintorni: scazzi seri per gente ignara!!

Ci siamo! Andrà come dovrà! Vorrei essere come Calvino: invisibile come Medardo, aerea come Cosimo, nostalgica e piena di rimpianto per la fine di un ciclo ma, sono solo io. Sarò un Io che vaga, far perdere le illusioni, confermerò i limiti che mi sono stati imposti; sarò me stessa e tutto ciò è grave. Viscerale e ventre confuso, il cervello ha abdigato all'intestino, sarò la faccia vecchia che conosco nelle idee che ho perduto. Sarà la sconfitta ma, da quello rinascerò!

domenica 11 settembre 2016

FRUTTA 134 – Politica, saggistica e dintorni: scazzi seri per gente ignara!!

Ecco la Lysistrata di casa nostra: forte come una donna greca - abbiamo, del resto, sempre  un passato da colonia greca - e divertente come una farsa da sabato sera in birreria; che figura poi gli uomini che ne escono feriti e sconfitti sia come uomini che come false donne. Si potrebbe pensare ad un giudizio chiuso e oscurantista o comunque negativo ma, non è così!
Rendere una commedia di Aristofane moderna è davvero un problema: gli usi e i costumi, la smania per la guerra, l'uso del denaro pubblico per armarsi e le mire espansionistiche con il furto di materiale custodito nella terra desiderata, forse non è poi così difficile attualizzare questa commedia, almeno non è impossibile. Consideriamo lo sciopero posto in atto, quello del sesso lo sappiamo tutti, e l'impossibilità di soddisfare tale bisogno poichè tutte le donne, comprese le meretrici, decidono di scegliere gli uomini vivi ai morti o agli invalidi di guerra, fatto anche conto che tutte ci si mettesse d'accordo - cosa ardua di questi tempi - il tema delle madri e della pace hanno davvero creato la differenza in questa rappresentazione: madri piangenti per figli ormai persi. Ecco, questa Lysistrata troppo da birreria alla fine mi ha fatto pensare: lo sciopero di noi donne nel diventare madri potrebbe essere un vero deterente per le guerre moderne. In parte la mancanza di lavoro ha già posto in campo questo limite, si dovrebbe dire a voce alta:<< non genererò più bersagli per la guerra! non genererò più carne per il tuo odio!>> sino a fermare le generazioni e anche le guerre; questa potrebbe essere l'unica pace ottenibile.
Ecco qualche scatto dell'evento: le immagini sono eloquenti e non servono didascalie.