mercoledì 20 giugno 2012

Neo - Yttologie 159


“V’è dinanzi la donna che non amò, che non potette amare. Voi sapete che ognuno nascendo porta in sé il cuore di un’altra creatura? Una fanciulla il cuore di un giovane, e il giovane quello d’una fanciulla? Noi cerchiamo per il mondo il nostro cuore come il mendico cerca un pezzo di pane. Vagando a questo mondo col cuore di cui cerchiamo il legittimo proprietario, crediamo a un certo punto d’esserci incontrati con lui: tutte le apparenze c’ingannano, tutte le speranze ci tradiscono. Quando siamo a porre i cuori uno sull’altro ci accorgiamo, troppo tardi, che quello trovato non è il nostro e che non abbiamo quello del nostro compagno. Io non trovai il mio cuore e custodisco invano quello di colui che non troverò.
Marchesa Oliva di  Bellonda tratto dal  “Il Codice di Perelà” di Aldo Palazzeschi

martedì 19 giugno 2012

Neo - Yttologie 158


La signora è li … ti guarda sommessa, ammantata di nero e accende la piccola lampada del corso.
Pietra che pulsa … non la senti respirare, sottrarsi ai piaceri, fare esplodere il suo prepotente petto fra trine dure e lacci di catene?
La Signora è li ... di notte ti tenta sapendo di non concederti mai oltre che il nulla … un costo valido per una anima salva, la sua!
La Signora ti osserva in silenzio e aspetta quieta che si smetta di guardarla … così riposerà anche lei.
Buonanotte!

lunedì 18 giugno 2012

Contorno 94


E se prepararsi ai fallimenti fosse la strada giusta? Guardare il bicchiere mezzo pieno può essere davvero una soluzione? Ci abituano a farlo per farci diventare più forti ma, in realtà, sono le delusioni che ci fanno diventare grandi come i No che si dicono ai figli per educare.
L'articolo parla d’un museo dei Fallimenti e non mi sembra davvero una cattiva idea: anche questo luogo dove scrivo, da carbonara, è un museo di fallimenti. Ci imbottiglio pensieri positivi e negativi, molte ombre della mia vita, e non chiedo nemmeno che qualcuno li guardi o addirittura li compri. E’ la mia vita e comunque vada ho sempre cercato di viverla al meglio. Di fallimenti e di delusioni ce ne sono … ma chi non li ha? Forse il museo che potrei aprire è quello delle azioni sbagliate e reiterate nel tempo. Questo credo che possa essere una novità assoluta perché poche donne compiono sempre gli stessi errori e sempre nel medesimo modo … stupidità? Si, forse ma è semplicistico … forse insicurezza o eccessiva fiducia nell’altro. Non mi hanno insegnato a capire l’altro e a tutto mi avvicino come l’agnello al lupo … o forse il lupo sono io, ma un lupo cretino, un Ezechiele che soffia e soffia e non lo capisce che la casa è di mattoni: che cazzo soffi??
La vita è un museo, un luogo di gesti, un luogo di speranze, un luogo di sentimenti e tutti, i più svariati, andrebbero messi in mostra e senza paura. Questo l’ho sempre fatto e il mio business park è sempre stato li e prima o poi ritornerà. Ma, dato che ho paura dell’aereo che dovrò prendere fra poco, ho deciso di scriverle tutte le mie robe in fiera e di lasciar chiuso lo scrigno: due le vie … o la morte dei mie pensieri con me o una riscoperta tardiva e la mia voce che affiora. Comunque sia … per il momento scrivo e poi si vede che succede.
Voglio chiudere con l’introduzione del giornalista, mi piace ed è vera: Be positive, look on the bright side, stay focused on success: so goes our modern mantra. But perhaps the true path to contentment is to learn to be a loser. Notte!

Contorno 93

"Non concedere all'uomo che muore per noi di morire col nostro bacio sulle labbra"
Lo dice Zoe Bolo Filzo ne "Il codice di Perelà" di Aldo Palazzeschi ... sintetizzare il suo pensiero è impossibile così ho digitalizzato le pagine e le accludo a questo intervento.
Lei, per bocca di lui (Palazzeschi) saprà dire com'è una vera donna ... una donna buttata all'angolo dalla legge degli uomini ma padrona di una sola ed unica arte. Non importa quanto gli uomini e le loro leggi siano accorti sull'arginare l'affare donna lei è padrona d'un certo campo che nel 1911 era difficile spiegare ma Zoe c'è ampiamente riuscita: Buona Lettura!


domenica 17 giugno 2012

Contorno 92


Conta essere pronti … pronti a lasciar tutto perché la fine arriva e ogni giorno finisce: il domani, per chi l’ha, è una prova d’appello, una possibilità di perdonare o perdonarsi. Di scusarsi.
Ho fatto male a chi mi sta accanto … li ho immaginati in un mondo lontano e fatto mio un mondo estraneo … ho regalato false speranze, disegnato una persona che non esiste … situazioni senza limiti per un bene personale e senza alcuna malizia. Vivevo uno stato d’animo turbato e qualcuno prepotentemente s’è mescolato e sconvolto i miei limiti … l’ho pagata cara, la sto pagando, ma adesso sono pronta.
Devo esserlo … saprò esserlo?
Paura!

sabato 16 giugno 2012

Neo _ Yttologie 157


“Amico mio, voi siete di fumo e io, in fondo, sono di carta, ogni mia azione si svolge e si compie per mezzo della carta, badate bene, non occorre neppure che sia pulita, sovente è in condizioni da far pietà, una schifezza, ora io posso dimostrarvi come due e due fanno quattro che fra la carta e il fumo la distanza è brevissima, minima. Non solo, ma il fumo non essendo che la sublimazione della carta si lavora cento volte meglio.
Lasciate fare a me, non cè uomo capace di superarmi in tale industria. Voi siete di fumo, io so il fumo che cos’è. E non appena ho sentito di poterne avere in natura mi sono detto subito: non c’è un minuto da perdere, e sono corso da voi. Tutte le cose possono diventare moneta sonante dentro le nostre tasche, e il fumo in proporzioni illimitate. Il sole, vedete, che pare una cosa inaccessibile, mai raggiunta, non è che un grosso biglietto di banca, che se riuscirete a spicciolare potrete spendere a vostro piacimento. E non vi dico, poi, la luna.”
Il Codice di Perelà di Aldo Palazzeschi


venerdì 15 giugno 2012

Contorno 91


Ma di figure se ne fanno davvero tante ma io le batto tutte in fatto di schiacciare … (la dico o non la dico?? Mumble mumble … la dico!) MERDE!
Esco dagli spogliatoi sudata e con la percezione del mio corpo assolutamente distrutta (Ingrasso lo sai!! Ingrasso … porca!!) e trovo una persona che conosco da tanto sdraiato su di un divano … si era sentito male, forse un collasso da caldo, e due colleghi di palestra a dare soccorso.
Sento vagamente chiedere dell’acqua e zucchero o qualche succo di frutta … mi fermo e li guardo concitati e mi esprimo (sentito? Mi esprimo! … mai a star zitta!!) “Ma non date acqua e zucchero … se poi soffre di pressione alta?” il collega continua le sue pratiche e mi dice “In effetti, il polso è davvero accelerato!” ed io continuo … chiamate un medico e il soccorritore si gira verso me e mi dice “Sei una Collega?” ed io secca rispondo “Insegni anche tu?” .
Un barlume di ragione si è affacciato dopo, molto dopo, LUI era un medico … sceso il silenzio e un bel po’ di ghiaccio … poi mi metto a ridere, il medico ride più di me e il paziente si muove e sorride. Ecco l’abbiamo spuntata … a mio modo il soccorso l’ho dato anche se non avrò il coraggio di tornare di nuovo nell’arena la prossima volta.
Ecco, in quel caso posso definirmi solo con un termine regionale … solo nostro: Sono una ciolla!!!
Anche questo è detto e le mie nuove spalle del giorno come non mostrarvele … eccole!!