venerdì 21 settembre 2012

Contorno 143


Rieccoci: parlo ma non mi lasciano parlare, tento di forzare il mio discorso ma è impossibile trovare un varco, alla fine m’incarto su cosa volevo dire e non comunico ciò che volevo comunicare.Merda! Come dicono i francesi e non si può dire altro, in effetti.
Ed ancora: elogio a pieno cuore la gioia della corsa con delle colleghe di lavoro e dell’opportunità che ho trovato con un’altra collega di organizzarci e correre: dopo la mia frase c’è stato il nulla e mille problemi a seguito … non sono andata più a correre. Merda! Mi sento francese stasera.
Merda!
Gira male e da un po’ va sempre peggio … Merda! Stasera, venerdì 21 Settembre vedo il mondo una Merda!
Ma passerà … tornerò ad avere sfiga molte altre volte … Merda!
A conclusione del mio venerdì sera, della mia fatica settimanale, mi sono smazzata da sola tutta l'immondizia prodotta in una settimana ... giù dal quarto piano per tre viaggi.Merda!
Ho fatto ginnastica anche così ... Merda! 
Mi sono trovata un chilo in più mangiando sempre le mie misurate porzioni e non aspetto nemmeno il ciclo ... Merda!
Ci ballo su ... http://www.youtube.com/watch?v=B5wQDxumlDc

Neo - yttologie 144


"Sono le 1o del mattino, signore; non accendo la luce a quest’ora. E poi, tra poco mi vedrà anche troppo bene, appena gli occhi le si saranno abituati all’oscurità. Approfitti della tregua che le è concessa e si accontenti della mia voce, è ciò che ho di più bello.”
Tratto da “L’igiene dell’assassino” di Amélie Nothomb

Neo - Yttologie 143


“La sua sopravvivenza restava comunque misteriosa, come l’origine della sindrome che le avrebbe messo fine.”
Tratto da “L’igiene dell’assassino” di Amélie Nothomb

giovedì 20 settembre 2012

Contorno 142


Di sera mi piace la voce di Sergio Mancinelli, la calma che m’infonde e il comunicarmi che è ormai tempo di sentire la musica con la testa … niente ascolto di pancia; per quello basta il giorno quando tutto scorre e non ti puoi fermare a guardarti intorno.
Innamorarsi d’una voce e d’un bagaglio culturale: magari, innamorarsi è davvero troppo ma, mi piace aspettarlo dal lunedì al giovedì … odio il venerdì di Andrea Prezioso!
Ecco, questa http://www.youtube.com/watch?v=wTG-bCMG05E l’ho conosciuta grazie a Mancinelli e molte altre ancora … appunto, ascoltare con la testa.
C’è tutto uno status dietro l’ascolto notturno; c’è chi lavora fuori o dentro casa, chi riflette, chi legge, chi impara a vivere nonostante gli attacchi di panico e l’ansia che ti cambia la vita. C’è un universo che non è quello degli incontri del venerdì sera, degli amici veri o falsi che si danno appuntamento nel fine settimana, degli incontri occasionali delle due o al massimo tre settimane, c’è un mondo che una mamma non conosce, un ritmo che non le è familiare e non è possibile portarlo dentro casa attraverso la radio. Non ti troveresti comunque perché l’ascolti in cucina mentre il cavolfiore bolle per il pranzo dell’indomani e pensi alle mille cose che non fai e che non arriverai a fare. Tutto questo mentre tiri su con il cuore perché l’ansia ti toglie il respiro all’improvviso e senza un motivo apparente … tutto questo mentre i tuoi figli dormono nella cameretta e sai che ancora, per qualche anno, potrai rilassarti con l’ascolto di Mancinelli alla radio e il tentativo di riprenderti una vita normale. Solo un tentativo, è davvero tutto così difficile.
In queste trasmissioni ascolti anche canzoni italiane dimenticate e che non appartengono alla mia generazione, come questa http://www.youtube.com/watch?v=B57Zz1GUbOc e scopri che erano belle, non il mio genere prescelto ma belle.
Ecco cosa può darti una situazione radiofonica vicina alle esigenze della famiglia … delle persone che vivono di famiglia. La musica di Prezioso è un misto senza sale … tanto, nei fine settimana, quelli delle due o tre settimane vanno in fondo lo stesso, allora, perché non risparmiarci? Dateci Mancinelli anche nel fine settimana, please.

martedì 18 settembre 2012

Contorno 141


Studiare non serve!
E detto adesso all’apertura delle immatricolazioni è davvero singolare!
Si può sempre fare il segretario di partito o, se si è furbi il tesoriere; male che vada s’impara a fare la parrucchiera.
E’ proprio emersa questa realtà dal circolo precari sfigati e inesistenti e, l’amara verità viene smaltita con un certo spirito e tanta persuasione; c’è chi si pone anche con voluttà e si proporrebbe, per il prossimo futuro, di fare il vibratore umano di qualche politico che cerca oltre il limite: ricordatevi oltre il sesso c’è il precari-ano.
Già, perché i precari hanno anche una rapida decadenza fisica: se non si lavora non si può curare nemmeno l’aspetto.
Neanche come gnocca ti puoi svendere ed è questa l’amara verità.
I prodotto costano e ormai si è tornati al naturale: estratti alla carota fatti in casa, rossetti al concentrato di pomodoro e pizzicotti sul viso per alleviare la mancanza di un buon fard.
Per i capelli non c’è problema: o il lungo figli dei fiori o il corto frutto della tazza rovesciata sulla testa, allo stile francescano ma fai da te.
La ginnastica si fa per strada e la forma si mantiene sulla corsa da un ufficio all’altro. Caspita che prospettive!
Dimenticavo l’olio sulla pelle, di quei tipi di oli che piacciono tanto prima degli incontri un poco sessuali … quando ci sono; olio d’oliva e la puzza te la porti sino al Natale.
Che dire? Alla Fornero possiamo chiedere qualche sub-articolo, all’interno della sua riforma, sul poter restare umani nonostante tutto e che possa spiegarci lei come si fa a vivere se togli la vita lavorativa ad un lavoratore.
Clima elettorale e si dibattono tutti … l’ultima del grande uomo è la promessa del togliere l’IMU ma dalla nave da crociera pagata dal Giornale.
Come sarà guardare la gente dall’alto in basso da un basso?
Guarderà i capelli delle persone e non si dispiacerà se non andranno più a tagliarli o non potranno più curare … potrebbero essere una buona fonte di bulbi per il suo cranio. Il suo eterno cranio.
Bello schifo, davvero bello!

domenica 16 settembre 2012

Riflettere PL!ease! 21

Buona Domenica per essermi svegliata: la cronaca e il dolce seguono nel corso del giorno.
Eccolo il fantastico semifreddo protagonista della mia domenica: all'ananas e con panna!
Niente dieta per un giorno: domani si ricomincia a scuola con i bambini e mi serviva una buona dose di gratificazione. Per il resto oggi è andata meglio di ieri ma non è tutto ok, non al 100 per 100.
E' stata una domenica serena ... è davvero tanto!!

sabato 15 settembre 2012

Contorno 140


Cosini sta a Svevo come lo stesso Svevo sta a Schmitz e, tutti insieme, hanno un’unica coscienza: quella di Zeno.
Ho rivisto La Coscienza di Zeno in sceneggiato, la produzione con Johnny Dorelli degli anni ottanta,  e penso che sia a tutt’oggi una buona interpretazione del personaggio; una matrioska che racchiude sia Svevo che Zeno che Cosini.
Dalla Coscienza di Zeno nasce l’espressione del singolo ma, dai mali della mente, nasce il morire da sani; solo quando s’è vissuti sempre nell’idea della malattia.
E’così semplice raccontare d’essere sani ma sentendosi malati per infine morire di suggestioni: mia nonna, di cui non conservo quasi nessuna memoria, lo diceva sempre ai suoi figli, alle sue nuore e se fosse vissuta abbastanza, l’avrebbe detto anche a noi.
Lei è vissuta da sana tutta la vita, pur essendo malata; ha sofferto la fame durante la guerra mondiale ed è arrivata a pesare molto meno di me.
Alla fine della guerra le si è presentato, fra gli altri mali, il diabete ed ha terminato il lavoro del logorio d’una vita e l’ha finita in fretta.
Per parecchi anni  ho vissuto come lei ma, oggi sono più Zeno che mia nonna, e mi lascio andare un po’ o forse è il mio corpo che si lascia andare.
Ecco, parlo d’una diade, una scorporazione corpo-mente come succedeva a Zeno con la sua coscienza, esattamente quando le parlava e nè riceveva tutte le alterazioni che subiva ma come malattie psicosomatiche: uguale sofferenza ma nessuna origine organica.
Adesso mi sento un po’ la coscienza di me che è uscita dal suo involucro, si guarda attorno, si cura con dovizia, si culla ma non riesce a spiegare a se stessa  che le cure possono giungere alla meta per cancellare le sofferenze solo quando s’impara a curare la mente.
Ecco come restare orfani di se stessi; morire da vivi; sentirsi orfani con la madre viva.
Succede quando cresci da sola, non materialmente ma affettivamente; succede che poi le parti che ti compongono non si riconoscono, si scorporano l’una dall’altra, difficilmente si comprende che l’unità è un affare unico.
Zeno, ad un certo punto riesce; allontana da sé tutti i fattori coercitivi, quelli  che lo costringevano a vivere nel reale: la moglie, i figli, le cognate, Ada e suo marito, l’amante, l’amico e il tutore.
Tutti via per ritrovarsi e non farsi più promesse che non poteva mantenere; così il suo fumo è divenuto senza scadenza, la sua gamba zoppicante senza controllo, le fonti di preoccupazioni solo appunti presi senza ordine di consegne ... quelle che non avrebbe mai eseguito.
Il Dottor S. fugge in Svizzera per via della guerra: la libertà morale slegata dal giudizio dell’obiettività.
Sono alla ricerca del mio Dottor S. -  per poi lasciarlo è chiaro -  e credo che di strada io debba farne ancora molta per arrivare alla Coscienza mia: adesso che mi scrivo ho “turbamenti” e “disturbi” , è panico, attacchi di panico!
Imparerò a gestirmi come il buon Zeno è riuscito con sé?
Al momento non punterei su questa corsa … ma, solo al momento.
Riguardo adesso le foto della bella Triestela mia coscienza sarà rimasta li? Credo di si!... li ho inviato una seconda cartolina che è stata una conferma della prima: li ho sbagliato!
Ho abbandonato la mia coscienza insieme a quella di Zeno ed insieme adesso bevono una birra, aspettando il domani.